
In Turchia l'allegra bimba-montanara si vede allungare il vestitino. Alla "libertina" signora Rottermayer è imposto il velo
Le sorridevano i monti, le caprette le facevano ciao e gioiva per il fatto di stare in montagna, perché era "triste laggiù in città". Ma Heidi, la piccola montanara con la quale sono cresciute generazioni di ragazzi, non sapeva che ci sarebbe stata una città ancora peggiore di Francoforte dove vivere. Si tratta di Istanbul, dove il romanzo di Johanna Spyri è stato ripubblicato con alcune pesanti correzioni islamizzanti.
Pare infatti che per la nuova edizione, raccomandata dal ministro della Cultura turco insieme ad un altro centinaio di libri per i bambini, lo stampatore Karanfil abbia provveduto ad allungare il vestitino della piccola, così da evitare che capitassero davanti agli occhi dei più piccoli i suoi celebri mutandoni bianchi, ma soprattutto a mettere il velo alle protagoniste adulte. La nonna di Clara e "quella ben nota libertina" della signora Rottermayer sono così costrette a coprirsi il capo e a sostituire le "provocanti" camicie ottocentesche con lunghe tuniche.
Mentre i blogger s'indignano, come Mediamondo («Si tratta di una forma di colonizzazione dell’immaginario attraverso le immagini che annulla le differenze di punti di vista») o Mikrojinn («Era la ragazzina delle Alpi ... ma ora sempre più una contadina dei monti del Kurdistan»), c'è anche chi nota che pure noi abbiamo fatto lo stesso, seppure con gli anime giapponesi. È prog2501: «Questo fatto mi ricorda parecchio la censura che noi, occidentalissimo paese europeo, abbiamo applicato a cartoni animati tipo Georgie e Dragonaball».
Le sorridevano i monti, le caprette le facevano ciao e gioiva per il fatto di stare in montagna, perché era "triste laggiù in città". Ma Heidi, la piccola montanara con la quale sono cresciute generazioni di ragazzi, non sapeva che ci sarebbe stata una città ancora peggiore di Francoforte dove vivere. Si tratta di Istanbul, dove il romanzo di Johanna Spyri è stato ripubblicato con alcune pesanti correzioni islamizzanti.
Pare infatti che per la nuova edizione, raccomandata dal ministro della Cultura turco insieme ad un altro centinaio di libri per i bambini, lo stampatore Karanfil abbia provveduto ad allungare il vestitino della piccola, così da evitare che capitassero davanti agli occhi dei più piccoli i suoi celebri mutandoni bianchi, ma soprattutto a mettere il velo alle protagoniste adulte. La nonna di Clara e "quella ben nota libertina" della signora Rottermayer sono così costrette a coprirsi il capo e a sostituire le "provocanti" camicie ottocentesche con lunghe tuniche.
Mentre i blogger s'indignano, come Mediamondo («Si tratta di una forma di colonizzazione dell’immaginario attraverso le immagini che annulla le differenze di punti di vista») o Mikrojinn («Era la ragazzina delle Alpi ... ma ora sempre più una contadina dei monti del Kurdistan»), c'è anche chi nota che pure noi abbiamo fatto lo stesso, seppure con gli anime giapponesi. È prog2501: «Questo fatto mi ricorda parecchio la censura che noi, occidentalissimo paese europeo, abbiamo applicato a cartoni animati tipo Georgie e Dragonaball».
(Libero News)
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